U.E.P.E. RAGUSA

Affidamento in Prova al Servizio Sociale (Art. 47)

Affidamento in Prova al Servizio Sociale (Art. 47)

 

Si tratta di una misura che consente al condannato di espiare la pena detentiva inflitta o residua in regime di libertà assistita e controllata.

L’applicazione dell’affidamento da un lato fa venir meno ogni rapporto del condannato con l’istituzione carceraria e dall’altro comporta l’instaurarsi di una relazione di tipo collaborativo con l’U.E.P.E.

A questo fine viene elaborato un programma di trattamento individuale, che declina le attività che il reo dovrà svolgere, gli obblighi e gli impegni cui

deve attenersi e i controlli cui sarà sottoposto. L’esito positivo del periodo di prova, la cui durata coincide con quella della pena da scontare, estingue la pena ed ogni altro effetto penale.

L’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna svolge un’inchiesta di servizio sociale per raccogliere gli elementi relativi al condannato, con particolare riferimento all’ambiente sociale e familiare di appartenenza e alle risorse personali, familiari, relazionali e ambientali su cui fondare un’ipotesi progettuale di reinserimento sociale. Se la persona si trova detenuta, l’U.E.P.E. partecipa al periodo di osservazione della personalità del soggetto offrendo consulenza e collaborando con gli altri operatori penitenziari (educatori, polizia penitenziaria, cappellano, direttore d’istituto, psicologi, altri esperti) per elaborare la relazione di sintesi da inviare collegialmente al Tribunale di Sorveglianza. Se il soggetto, invece, si trova in libertà, l’U.E.P.E. svolge l’indagine socio-ambientale richiesta dall’autorità giudiziaria.

Se quest’ultima valuterà di concedere la misura, disporrà un verbale contenente le prescrizioni che il soggetto dovrà rispettare durante tutta la durata dell’affidamento. Nel corso della misura, l’U.E.P.E. ha il compito di aiutare il soggetto a superare le difficoltà di adattamento alla vita sociale favorendo il suo reinserimento e controllare le sue condotte; svolge un’azione di tramite tra la persona, la sua rete di relazioni e i servizi del territorio (Enti Locali, ASL, Terzo Settore).

L’ Affidamento in Prova al Servizio Sociale è previsto anche:

  • dall’art. 94 del D.P.R. n. 309/1990 per quanto concerne i tossicodipendenti e gli alcooldipendenti
  • dall’art. 47 – quater della Legge n. 354/1975 per i soggetti affetti da Aids o grave deficienza immunitaria.

L’ Affidamento in prova in casi particolari, previsto dall’art. 94 del Testo Unico n. 309/1990 è una specifica forma di misura

alternativa, che può essere chiesta dal condannato tossicodipendente o alcoldipendente che:

  • abbia una pena detentiva inflitta, o un residuo pena, non superiore a sei anni
  • abbia in corso o intenda sottoporsi ad un programma di recupero
  • abbia concordato il programma terapeutico con la A.S.L. o con altri enti, pubblici o privati
  • possieda una certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o privata autorizzata, sullo stato di tossicodipendenza o alcooldipendenza e sull’idoneità, ai fini del recupero, del programma terapeutico.

La Legge n. 231/1999 ha inserito nell’ordinamento penitenziario l’art. 47-quater che consente ai soggetti affetti da aids o da grave deficienza immunitaria, che hanno in corso o intendono intraprendere un programma di cura e assistenza presso le unità operative di malattie infettive ospedaliere, la possibilità di accedere all’affidamento in prova previsto dall’articolo 47 o.p. anche oltre i limiti di pena ivi previsti.